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Folklore


CORRIDA DE TOROS

La corrida è una delle tradizioni spagnole più conosciute in tutto il mondo, sebbene sia anche una di quelle che genera più polemiche. Questa festa non esisterebbe se non esistesse il "toro bravo" (selvaggio). L'origine di questa razza risale al primitivo urus o bos che non viveva sono in Spagna, ma che sì ha trovato nella penisola il miglior luogo di insediamento fino ai nostri giorni. In altri aree, in cui esisteva in epoche remote finì per essere sterminato perché considerato una varietà zoologica arcaica.

Le corride di tori, così come le conosciamo oggi, nascono nel XVIII secolo, quando la nobiltà abbandona la corrida a cavallo e la plebe comicia a cimentarsi in essa a piedi, dimostrando così coraggio e destrezza. Così si legge nelle cronache dell'epoca, come uno sport d'elite si trasformò in un gioco popolare. Inizialmente non esistevano strutture e regole per le quadriglie. E' Francisco Romero il primo maestro a dare un ordine alla festa e il creatore della muleta, come si usa ancora ora. In Spagna ci sono moltissimi appassionati di corride di tori. Essi considerano la corrida come un bellissimo spettacolo, un'arte e una manifestazione di cultura ancestrale che è sopravvissuta fino ai giorni nostri, proprio come il toro bravo. Contrariamente a quello che pensano in molti, non si prova piacere nel veder torturare o uccidere un animale, bensì si apprezzano il coraggio e l'abilità del torero. Il pubblico si concentra su di lui e applaude i suoi movimenti più artistici nel momento in cui ogni altro individuo, di fronte ad un toro, proverebbe solo il desiderio di scappare a gambe levate.


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